Dibattito: 24 giugno 2017

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Quale futuro per il nostro EX bel paese?

SIAMO ARRIVATI QUASI AL TRAGUARDO DELLA CAMPAGNA ELETTORALE CHE HA VISTO COME PROTAGONISTI CANDIDATI VECCHI E NUOVI VOLTI DELLA POLITICA.

L’ Associazione Adusa, ha svolto una ricognizione dei programmi elettorali di tutti i Partiti e Movimenti politici che sono scesi nell’ agone preelettorale. Il risultato è stato che la Famiglia Italiana, come sempre, non viene messa al primo posto per la rinascita del Paese. Grossa delusione, quella di non riconoscere all’ istituto famigliare il ruolo primario e insostituibile, quello del ricambio generazionale. Non a caso, l’Europa in più riprese ha sollecitato l’Italia in una vera applicazione di un Welfare che tenesse conto della situazione precaria del nucleo famigliare, con enormi disagi esistenziali. L’ ultimo, il Patto di Lisbona dei contenuti, vengono rimarcati i ritardi del Governo italiano nell’ uniformarsi alle direttive della UE per non incorrere ad aperture di procedimenti sanzionatori come pattuito. In particolare, per le famiglie monoparentali, con un solo genitore, uomo, o donna. Quindi, nessuna proposta concreta nel rivedere la posizione delle politiche sulla Famiglia italiana, in quanto, è da lì che bisogna partire per rilanciare il Paese, dopo anni di immobilismo e pressapochismo dei vari governi che si sono intervallati nel tempo.

In tale contesto, sembra che la parola Famiglia, sia un intruso, o extraterrestre nelle agende politiche, eppure, senza di essa, nessuna Nazione ha il titolo di definirsi democratica, riconoscendo ai nuclei famigliari la giusta collocazione e la valenza primaria quale soggetto sociale e non individuale. I dati di alcuni centri di ricerca, come il Censis, l’ Istat, forniscono dati allarmanti, senza che nessuna istituzione governativa ha la capacità di mettere mano a una seria politica innovativa, come avviene in altri Paesi Europei, come la Francia, la Germania, la Svezia, ecc.

In tal senso, la nostra Associazione, per il tramite del dipartimento tecnico legislativo dell’ Adusa, presenterà una proposta di legge, per tutelare e riconoscere la Famiglia un bene sociale, nonché, tutelare i nuclei mono famigliari, con un solo genitore, ed intervenire con rapidità verso i nuclei che non hanno nessun tipo di sostegno finanziario mensile, provenienti da una separazione – divorzio, o vedovanza, per loro, serve formulare un percorso protetto di accesso al lavoro, in quanto non vogliono essere un peso per la collettività. Famiglie italiane, naufragate e abbandonate dalle istituzioni, non più procrastinabile, l’affrontare lo spinoso problema sociale.

Quindi, dopo il voto del 24 – 25 febbraio prossimo, saremo presenti presso le nuove segreterie del Parlamento, per coinvolgere le nuove figure parlamentari nel prendere coscienza di questo degrado, abbandono, che genera un costo finanziario e morale per la società. In ultimo, chiediamo il sostegno di tutti i cittadini italiani, volenterosi, associazioni e comitati di famiglie, possono unirsi a noi per rappresentare le giuste cause di rilancio di questo importante istituto, chiamato Famiglia, nato prima della politica.