L'adusa augura a tutti un buon 2016 all'insegna della legalità costituzionale

 

Ci scusiamo per la nostra breve assenza. Vi ricordate la frase: “Ci scusiamo, stiamo lavorando per Voi”? E’ la frase classica che abbiamo letto mentre ci siamo trovati viaggiando in Autostrada. In effetti, ci sono voluti quattro mesi per realizzare un Progetto nazionale partecipato che contiene delle azioni salvavita per le Famiglie italiane che cadono nella povertà prossima assoluta. Abbiamo voluto rappresentare con questa raffigurazione fotografica, un chiaro linguaggio di coraggio, di trasparenza ed azione che questo progetto rinnovatore intende portare quale serenità, fiducia e concretezza per dire basta definitivamente alla crisi finanziaria economica che continua ad imperversare sulle teste degli italiani. Quello che chiediamo a tutti coloro che ci leggeranno è l’impegno di diffondere il Progetto a tutti i conoscenti/ amici per una concreta condivisione, in special modo con i dipendenti pubblici divenuti semplici capri espiatori di una politica incapace di andare avanti in modo costituzionale.

L’Italia e gli italiani non meritano tutto questo; la crisi è alle spalle. Ci vuole coraggio e vera conoscenza dei propri diritti e doveri sanciti dalla vigente Costituzione a cui politici, rappresentanti delle istituzioni e cittadini devono attenersi. Il Progetto Isaia è di facile ed immediata attuazione; contiene quattro punti fondamentali atti a risolvere definitivamente la crisi finanziaria causata dall’ immobilismo e dalla mancanza di coraggio da parte di coloro che si trovano ai vertici decisionali, nazionali e regionali.  Intendiamo non aprire ulteriori conflitti che non porterebbero da nessuna parte, anzi, vorremmo eliminare definitivamente quelli esistenti con la piena partecipazione dei cittadini preventivamente informati sui propri diritti e doveri.  Nei prossimi giorni inseriremo il nostro Progetto condiviso con il Movimento Dipendenti Pubblici , accompagnato da una proposta di legge sulle famiglie monoparentali senza reddito e senza mantenimento finanziario mensile per se e per la propria prole.

Vi chiediamo solo di seguirci tenendovi aggiormati attraverso il nostro sito e quello del Movimento www.movimentodipendentipubblici.it  

Mandateci i vostri pareri  e vi terremo aggiornati. Sia Adusa che l’ Mdp sono al di fuori di qualsiasi organismo politico, agendo da buoni costruttori della società civile. Semmai, patrioti della difesa della Costituzione Italiana dei padri costituenti.

 

SPENDING REVIEW

DITE LA VOSTRA, NOI CI FAREMO PROMOTORI VERSO IL GOVERNO

La prima cosa è quella di restare calmi, uniti per il bene sociale del nostro Paese. Attraverso i mass media scorrono continue informazioni dei fatti che dall’ inizio dell’ anno imperversano sui rotocalchi dell’ informazione.

In concreto viviamo un clima di incertezza sociale, l’ attuale politica dilaniata dagli scandali, corruzione,lotte fratricide al suo interno, i sindacati primari inermi, e le barricate dei grandi potentati, lobby e baronie restie alla liberalizzazione impostata dall’ attuale Governo Tecnico del Premier prof. Mario Monti, con l’attuale sistema europeo barcollante come una statua di argilla imperversa nella nostra mente come il Museo dell’ Louvre con i suoi fantasmi. Le verità stanno venendo a galla, tra dichiarazioni e indagini su eventuali manovre illecite del sistema finanziario delle banche, coinvolte in questo nuovo scandalo di omissioni e tracciano uno scenario apocalittico del "tutto contro tutti". Sarà vero, secondo voi che non c’è speranza per un domani migliore? Oppure è un bluff architettato a perfezione per gli speculatori finanziari nazionali e internazionali? Ovvero, dopo la tempesta viene il sole ? Noi diciamo di sì, dipende solo da ciascuno di noi, farsi i propri conti.

Attendiamo i vostri commenti a info@adusa.it

Lettera aperta al Ministro dell'Interno

 

 

Associazione Donne Uomini Società & Ambiente

 

LETTERA APERTA AL MINISTRO DELL’ INTERNO

ONOREVOLE ANNAMARIA CANCELLIERI

Rispettabile On. Ministro,

mi permetto di richiamare la Sua attenzione sugli aumenti dei reati contro la persona che ha visto teatro in questo periodo estivo alcune regioni italiane, azioni delittuose efferate che minano la serenità e la sicurezza dei cittadini italiani. Molto spesso questi delitti sono causati in maggioranza dagli stranieri provenienti come profughi clandestini che sono entrati nel nostro Paese con estrema facilità e con il conforto delle nostre leggi comode e blande seminando azioni violente, grazie alla scarsa presenza come numero di personale addetto alla sicurezza e la tutela dell’ ordine pubblico. Servono a mio parere misure urgenti per debellare il rialzo della criminalità cittadina.

Certamente, spero che condivida nel realizzare una seria azione in concerto con il Ministro della Difesa per dare visibilità sui territori a rischio al fine di ridare fiducia e sicurezza per i cittadini che non sentono più di essere tutelati dallo Stato con enormi paure che ledono psicologicamente in negativo il buon andamento della quotidianità di ogni cittadino.

ritengo opportuno e non rimandabile, una Task Force contro la criminalità con l’intervento anche delle Forze Armate che dovranno essere sul posto e supportare le FF.OO. nell’ espletamento del proprio lavoro per la sicurezza del territorio nazionale.

Pur considerando gli eventuali tagli provenienti dalla Spending Review, a mio parere, devono essere attuate delle deroghe per il solo fatto che risparmiare è giusto, ma quando sono in aumento i delitti e le violenze contro la persona, le spese aumentano per i costi di un processo, per il soccorso sanitario pubblico e quanto altro che mettono in moto il rialzo triplicando i costi finanziari della spesa pubblica. I cittadini hanno il pieno diritto di essere tutelati e difesi.

Qui mi permetto di suggerirLe che i servizi della Polizia di Stato e delle restanti FF.OO., non possono e non devono passare attraverso le forbici della finanza pubblica, anzi devono essere incrementate, sostenute, professionalizzate assegnando strumenti adeguati elettronici in linea allo sviluppo presenti in altre Polizie europee.

I cittadini italiani chiedono un Suo autorevole intervento di presenza dello Stato, quale risposta agli eventuali malintenzionati delinquenti che continuano indisturbati a seminare minacce fisiche e morti ingiustificate.

Sì, l’Italia sta facendo sacrifici e siamo in guerra per la crisi finanziaria ma è anche vero che la Vita di ciascuno di noi è Sacra. La prevenzione oggi ha un grande valore istituzionale per arginare l’aumento dei reati, quindi è doveroso che si attuino azioni concrete per debellare la paura che sta regnando nei cittadini italiani.

Egregio Signor Ministro, che prevalga in Lei l’ambizione di riportare fiducia e sicurezza ai cittadini italiani, accelerando la presenza massiccia dei controlli H24 ed utilizzando le interforze operative con adeguate strumentazioni; i cittadini onesti la ringrazieranno devotamente. Gli ultimi delitti efferati, gridano vendetta e sicurezza, con la garanzia di assegnare condanne esemplari come l’ergastolo in mancanza della pena di morte.

Le invio i miei cordiali saluti, con rinnovata stima.

Roma, 21 agosto 2012

 

Il Governo Monti taglia sulla sicurezza e la difesa.

A rischio l'incolumità fisica e psicologica dei cittadini. I reati aumentano, accompagnati da azioni criminose verso i cittadini inermi, delitti efferati e spietati fanno da padroni nella nostra società civile, inibendo le professionalità delle FF.OO. dovuta dalla Spending Review. Inamissibile e incostituzionale la scelta del Prof. Monti e della Ministra Elsa Fornero. I cittadini in rappresentanza della società civile, adopereranno tutte le iniziative per ripristinare lo stato sociale sulla sicurezza pubblica. Se questo non basta, chiederemo l'intervento dell' UE, non si possono giocare partite finanziarie di risparmio della spesa pubblica mettendo a rischio le vite dei cittadini contribuenti.




Di seguito  l' Atto n. 1-00679  pubblicato il 11 settembre 2012, nella seduta n. 790 con il quale si chiede che tali tagli non siano effettuati.

Il Senato,

premesso che:

l'articolo 14, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, che modifica il comma 9-bis dell'articolo 66 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, ha disposto la riduzione del turnover per le assunzioni da parte dei Corpi di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, portando l'attuale percentuale del 100 per cento al 20 per cento nel triennio 2012-2014 e al 50 per cento nell'anno 2015, prevedendo il ripristino del completoturnover solo a decorrere dall'anno 2016;

tale misura, seppure dettata dalle stringenti ed eccezionali esigenze di riduzione della spesa pubblica, risulta fortemente penalizzante, giacché porta le assunzioni consentite per il personale delle Forze di polizia ad ordinamento militare e civile e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco a un livello così basso da incidere pesantemente e permanentemente sulla funzionalità delle strutture impegnate a tutela dell'ordine pubblico, della sicurezza e dell'incolumità dei cittadini, con gravi ricadute negative sulla qualità della vita civile che allo stato non è possibile valutare nell'entità e nella durata nel tempo;

come parametro di valutazione della portata della misura di riduzione del turnover in questione, risulta significativo come un turnover ridotto alla misura del 20 per cento nel triennio 2012-2014 e al 50 per cento nell'anno 2015 determini la riduzione complessiva dei reclutamenti nei vari ruoli in un numero quantificabile in non meno di 6.000 unità per ciascuna delle due Forze di polizia a competenza generale, la Polizia di Stato e l'Arma dei carabinieri, e, presumibilmente, in più della metà di tale cifra per la Guardia di finanza. Tali riduzioni si tradurrebbero, peraltro, in una contrazione degli organici definitiva non recuperabile, tenuto conto che dal 2016 il solo ripristino del turnover non consentirebbe più comunque di riequilibrare il gap determinatosi nel citato quadriennio;

tale riduzione comporterà la necessità di ridefinire in senso fortemente riduttivo le dotazioni di personale della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri, del Corpo della Guardia di finanza, del Corpo della Polizia penitenziaria, del Corpo forestale dello Stato, nonché del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, anche per le strutture operative direttamente destinate al controllo del territorio e al contrasto della criminalità comune e organizzata, interna e internazionale, nonché alla lotta all'evasione fiscale, alla tutela ambientale e della salute dei cittadini, agli interventi di soccorso e alla salvaguardia della vita umana;

considerato che:

le citate amministrazioni, cui fanno capo le Forze di polizia a ordinamento militare e civile, a causa dell'entità delle riduzioni del turnover , si troveranno nell'impossibilità di assumere i volontari di truppa in ferma prefissata quadriennale (VFP4) e annuale (VFP1) delle Forze armate al termine di tali ferme, come previsto dalla legge istitutiva del modello professionale delle medesime Forze armate per i vincitori degli appositi concorsi;

questa situazione comporterà non solo una lesione delle legittime aspettative dei singoli interessati vincitori di concorso, specie se si considera che la loro mancata assunzione nei tempi previsti renderà necessario prevedere la preclusione definitiva della possibilità di essere assunti per coloro che dovessero nel frattempo superare i limiti di età stabiliti per l'accesso alle carriere iniziali delle Forze di polizia, ma anche ulteriori effetti negativi sulla funzionalità delle citate Forze di polizia, in quanto esse si troveranno, all'atto del ripristino del turnover , a dover assorbire l'elevato contingente di volontari che non è stato possibile assumere nel periodo in questione, composto di personale che avrà raggiunto una maggiore anzianità anagrafica, specie per i VFP4 in gran parte superiore ai 30 anni di età;

risulta necessario operare un bilanciamento tra le esigenze di contenimento della spesa pubblica con le altrettanto prioritarie e ineludibili esigenze di tutela della sicurezza interna e di garanzia dell'ordine pubblico, tenuto anche conto che una delle condizioni necessarie per il rilancio della ripresa economica del Paese è quella di assicurare adeguati livelli di sicurezza per i cittadini sull'intero territorio nazionale,

impegna il Governo a promuovere l'adozione, nell'ambito dei prossimi provvedimenti di carattere finanziario, delle misure correttive per introdurre l'innalzamento del limite del turnoverper le assunzioni da parte delle Forze di polizia ad ordinamento civile e militare e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, previsto per il triennio 2012-2014, dalla percentuale del 20 per cento quanto meno al 50 per cento, e per il ripristino dell'intero turnover a decorrere dal 2015, misura sicuramente idonea a garantire un più equilibrato bilanciamento tra l'esigenza di contenimento della spesa pubblica e la necessità di garantire la piena funzionalità delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, indispensabile per assicurare il mantenimento del necessario livello di sicurezza dei cittadini, nonché per garantire l'assunzione dei volontari in ferma prefissata delle Forze armate vincitori di concorso per l'assunzione nelle stesse Forze di polizia al termine di anni di servizio prestati meritoriamente anche all'estero, a tutela della pace, in condizioni ambientali e operative assai difficili, spesso con la concreta esposizione a grave rischio per la vita e l'incolumità personale.

 

Quale futuro per il nostro EX bel paese?

SIAMO ARRIVATI QUASI AL TRAGUARDO DELLA CAMPAGNA ELETTORALE CHE HA VISTO COME PROTAGONISTI CANDIDATI VECCHI E NUOVI VOLTI DELLA POLITICA.

L’ Associazione Adusa, ha svolto una ricognizione dei programmi elettorali di tutti i Partiti e Movimenti politici che sono scesi nell’ agone preelettorale. Il risultato è stato che la Famiglia Italiana, come sempre, non viene messa al primo posto per la rinascita del Paese. Grossa delusione, quella di non riconoscere all’ istituto famigliare il ruolo primario e insostituibile, quello del ricambio generazionale. Non a caso, l’Europa in più riprese ha sollecitato l’Italia in una vera applicazione di un Welfare che tenesse conto della situazione precaria del nucleo famigliare, con enormi disagi esistenziali. L’ ultimo, il Patto di Lisbona dei contenuti, vengono rimarcati i ritardi del Governo italiano nell’ uniformarsi alle direttive della UE per non incorrere ad aperture di procedimenti sanzionatori come pattuito. In particolare, per le famiglie monoparentali, con un solo genitore, uomo, o donna. Quindi, nessuna proposta concreta nel rivedere la posizione delle politiche sulla Famiglia italiana, in quanto, è da lì che bisogna partire per rilanciare il Paese, dopo anni di immobilismo e pressapochismo dei vari governi che si sono intervallati nel tempo.

In tale contesto, sembra che la parola Famiglia, sia un intruso, o extraterrestre nelle agende politiche, eppure, senza di essa, nessuna Nazione ha il titolo di definirsi democratica, riconoscendo ai nuclei famigliari la giusta collocazione e la valenza primaria quale soggetto sociale e non individuale. I dati di alcuni centri di ricerca, come il Censis, l’ Istat, forniscono dati allarmanti, senza che nessuna istituzione governativa ha la capacità di mettere mano a una seria politica innovativa, come avviene in altri Paesi Europei, come la Francia, la Germania, la Svezia, ecc.

In tal senso, la nostra Associazione, per il tramite del dipartimento tecnico legislativo dell’ Adusa, presenterà una proposta di legge, per tutelare e riconoscere la Famiglia un bene sociale, nonché, tutelare i nuclei mono famigliari, con un solo genitore, ed intervenire con rapidità verso i nuclei che non hanno nessun tipo di sostegno finanziario mensile, provenienti da una separazione – divorzio, o vedovanza, per loro, serve formulare un percorso protetto di accesso al lavoro, in quanto non vogliono essere un peso per la collettività. Famiglie italiane, naufragate e abbandonate dalle istituzioni, non più procrastinabile, l’affrontare lo spinoso problema sociale.

Quindi, dopo il voto del 24 – 25 febbraio prossimo, saremo presenti presso le nuove segreterie del Parlamento, per coinvolgere le nuove figure parlamentari nel prendere coscienza di questo degrado, abbandono, che genera un costo finanziario e morale per la società. In ultimo, chiediamo il sostegno di tutti i cittadini italiani, volenterosi, associazioni e comitati di famiglie, possono unirsi a noi per rappresentare le giuste cause di rilancio di questo importante istituto, chiamato Famiglia, nato prima della politica.